5 Verità sull’educazione dei bambini (1-3 anni) che ho imparato solo dopo essere diventata mamma

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Ci sono cose che si imparano solo dopo essere diventati genitori. Capire come educare i propri figli secondo me è una di quelle.

Se siete già genitori lo avrete già sperimentato, se non lo siete ancora invece preparatevi a riformulare completamente le vostre convinzioni.

Prima di essere mamma anche io avevo le mie convinzioni ed i miei pregiudizi. Per esempio ero convinta che se un bambino faceva i capricci allora era stato educato male a prescindere. Avevo le idee chiare su che tipo di madre volevo essere ed ero convinta di avere tutta la situazione sotto controllo.

Ma ecco che alla fine sono diventata mamma e ho scoperto che… non ci capivo un accidenti🥲. Ecco quindi le 5 cose più importanti che ho imparato sull’educazione dei figli.

PREMESSA: questo articolo si basa sulla mia esperienza e su alcune ricerche e letture che ho fatto. In questo articolo mi riferisco soprattutto a bambini della fascia di età che va da 1 a 3 anni circa, perchè è questa la mia esperienza. Purtroppo non posso ancora dire nulla sui bimbi più grandi, in quanto non ne ho ancora.

1. I bambini sani fanno i capricci

Prima di diventare mamma pensavo che un bambino ben educato non facesse mai i capricci, che stesse sempre fermo al proprio posto, che non chiedesse mai e che non pretendesse mai nulla. Pensavo che il modo in cui reagiva un bambino fosse totalmente dovuto a come i genitori lo avevano educato.

Sbagliavo. Con il tempo, grazie anche alla psicologa che mi ha affiancata, ho capito che i bambini sani, a 1-3 anni, fanno i capricci: è nella loro natura e fa parte del loro sviluppo. Grazie ai capricci, che non sono altro che crisi emotive, dovute al fatto che ancora non conoscono i limiti e non sanno gestire le proprie emozioni, imparano ad interfacciarsi con il mondo che li circonda.

Non dobbiamo quindi censurare le emozioni dei nostri bimbi, punendoli o usando la paura, ma dobbiamo accoglierle, e aiutarli a imparare come gestirle.

2. Tendiamo a replicare con i nostri figli il modo con cui siamo stati educati

Una cosa che ho capito quando mia figlia ha compiuto un anno circa, è che noi genitori tendiamo ad educare i nostri figli esattamente come siamo stati educati noi. Tendiamo a comportarci con loro nella stessa maniera in cui i nostri genitori hanno fatto con noi, e questo si manifesta fin nei gesti più inconsci, e nelle nostre convinzioni.

Ecco un esempio pratico che è capitato a me. Ho partecipato a diverse lezioni e letto alcuni libri su come gestire le reazioni emotive dei bambini, quindi sono consapevole, a livello conscio, che se mia figlia di 15 mesi fa un capriccio è perché sta passando un momento in cui non sa ancora bene come gestire le sue emozioni. Se però lei fa i capricci per una cosa che a me sembra assurda, a livello inconscio, si crea in me l’istinto di sgridarla e censurare la sua emozione, perché probabilmente è così che è stato fatto con me da piccola.

3. I bambini imparano da quello che facciamo, non da quello che diciamo

La verità più assoluta è questa. I bambini osservano un sacco i nostri comportamenti, fin dal primo anno di età. All’inizio la prima cosa che fanno, verso l’anno, è imitare i nostri gesti. Sono rimasta shockata quando mia figlia ha preso il mio telefono e se l’è portata all’orecchio dicendo: “Ciao!”. Se io salutavo con la mano, lei salutava a sua volta. Se io ballavo, provava a ballare anche lei. Se io facevo ginnastica, lei imitava i miei gesti.

Poi ha iniziato a dire le sue prime paroline, e provava a ripetere quello che io dicevo. Un giorno, mentre mettevo i vestiti in lavatrice, ha iniziato a farlo anche lei. E così via, giorno dopo giorno, tutt’ora sta imparando un sacco di cose semplicemente osservando noi adulti.

Se già così piccoli imitano i nostri gesti più semplici, figuriamoci quando cresceranno un po’ di più. Non mangeranno sano se noi stessi non sappiamo farlo. Non impareranno a gestire le loro emozioni se prima di tutto non siamo noi a mostrare loro come fare dando il buon esempio. Non impareranno ad essere educati e civili solo perché glielo diciamo, o li sgridiamo quando si comportano male. Parte tutto da noi genitori. Dobbiamo essere l’esempio di come vorremmo che loro crescessero, è un lavoro che parte soprattutto da noi.

4. Il rispetto è reciproco

Siamo stati cresciuti con la convinzione che gli adulti vadano rispettati, e che sia giusto utilizzare metodi coercitivi per farsi rispettare dai bambini e avere autorità. Se un bambino dà uno schiaffo ad un adulto è maleducazione e mancanza di rispetto, ma sono in molti a pensare che “una sberla non ha mai fatto male a nessuno” e trovano accettabile picchiare o urlare ad un bambino. Non trovate che sia un controsenso?

Molti atteggiamenti, soprattutto nei metodi educativi tradizionali, non sono rispettosi nei confronti dei bambini: non danno loro la possibilità di esprimere i propri bisogni, censurano le loro emozioni, utilizzano la paura per far rispettare le regole. In verità esistono metodi educativi migliori per insegnare limiti e regole ai propri figli senza usare violenza e terrore, per esempio il Gentle Parenting (scriverò un articolo a riguardo in futuro).

Se non siete ancora convinte, lo dice anche questo articolo⬅️

5. In ogni caso la strategia giusta è mantenere la calma

Una cosa che ho imparato, ma che spesso è difficile da mettere in pratica è che in ogni situazione (capricci, attacchi di rabbia, comportamenti scorretti del bambino) la prima cosa che bisogna ricordarsi è di mantenere la calma. Nelle situazioni di crisi bisogna mantenere il controllo delle proprie reazioni: non urlare, non sbottare male, non utilizzare violenza e terrore. Queste reazioni, molto istintive, hanno di certo il potere di scaricare la rabbia in quel preciso istante, ma portano più danno che beneficio, sia in quel preciso istante , ma soprattutto nel lungo termine.


Queste erano le 5 cose che ho imparato nel mio anno e mezzo di maternità, spero che vi possano essere utili. Intanto se vi va seguitemi sui social:

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About me

Io sono Lizzy, mamma di una bimba, infermiera a tempo pieno, e parent coach certificata (ai sensi della legge del 14 gennaio 2013, n. 4). Diventare mamma mi ha profondamente cambiata e consapevolizzata su vari aspetti, per cui ho iniziato ad appassionarmi al mondo della genitorialità, soprattutto al gentle parenting.

Ho deciso di creare questo blog per condividere la mia piccola esperienza e aiutare altri genitori a vivere la loro genitorialità in maniera più serena e consapevole.

Infine ho deciso di diventare parent coach per aiutare le mamme e i papà a diventare finalmente il genitore che vogliono essere.

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