8 strategie per insegnare a tuo figlio (1-3 anni) ad essere più calmo

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Vi è mai capitato di pensare: “Quanto vorrei che mio figlio fosse più tranquillo”. E invece vi tocca avere a che fare con un piccolo esserino pieno di energia che corre dappertutto e sfugge dalle mani, iperattivo, e nervoso, che esprime le sue emozioni in maniera esplosiva, lancia oggetti, urla quando è arrabbiato, o picchia il cane. Spesso le mamme che seguo nei miei percorsi vengono addirittura disperate, dicendo: “non riesco più a gestirlo!” oppure “fa sempre i capricci! In macchina, al supermercato…”.

Partiamo da tre presupposti:

1. Dagli 1 ai 3 anni è normale che i bambini ancora non sappiano regolare le proprie emozioni, quindi hanno bisogno di una guida da parte nostra;

2. E’ assolutamente normale avere a che fare con atteggiamenti come urla, lancio di oggetti o il picchiare, l’importante è saper indirizzare il bambino, in maniera gentile, a comportamenti alternativi ed avere molta pazienza;

3. Ogni bambino ha il suo temperamento, quindi ci sono bambini naturalmente più calmi, ed altri più iperattivi, questo non rende vostro figlio sbagliato.

Detto ciò, ecco di seguito alcune strategie per insegnare e instillare la calma nei vostri figli.

1. Mantenete la calma

Il metodo migliore per insegnare ai nostri figli a stare calmi è essere calmi noi stessi genitori. Calmi in che senso? Beh… non possiamo aspettarci che nostro figlio sia naturalmente pacato quando noi stessi siamo subito agitati quando capita qualche imprevisto, ci scaldiamo subito se nostro figlio fa un pasticcio, urliamo spesso, e rendiamo l’ambiente in cui vive nostro figlio particolarmente agitato e stressante. Io stessa ci ho messo del tempo per capire questo concetto. Imparate a fare un respiro in più, ad affrontare le difficoltà con stoicismo, a razionalizzare i  rimproveri, a disciplinare con la gentilezza. Non è un processo immediato, è vero, ci vuole un certo allenamento. A questo proposito vi posso aiutare io con un percorso personalizzato.

2. Mai dire “stai calmo!”

Penso che non ci sia cosa più inutile del dire “stai calmo!” ad un bambino che urla o fa i capricci, per insegnargli la calma, magari detto anche in maniera aggressiva. Il punto è proprio questo: la calma va insegnata vivendola insieme, non pretendendola. Il metodo più efficace con cui i bambini imparano è l’esempio. Quindi quando vostro figlio sta avendo una crisi emotiva, il modo in cui voi reagirete gli insegnerà come affrontare le difficoltà e le emozioni difficili nella vita.

3. Fai da guida nella regolazione delle emozioni

Siete al parco giochi con vostro figlio, ad un certo punto arriva l’ora di tornare a casa, ma vostro figlio non vuole e, al vostro sollecito di incamminarsi via dal parco insieme a voi, scoppia in pianto. Probabilmente il vostro primo impulso sarebbe quello di dire:” Smettila di piangere, non ne hai motivo!”. La verità invece è che sì, il motivo ce l’hanno!

I nostri figli, così piccoli si ritrovano a provare emozioni forti, come la rabbia o la tristezza, anche per cose che a noi sembrano futili. Si arrabbiano perché non riescono a infilare un oggetto in una scatola e quindi urlano e lanciano tutto. Piangono perché la mamma è uscita dal loro campo visivo, e quindi sono spaventati. Gli viene negato un oggetto, o la possibilità di continuare a giocare al parco, e quindi piangono disperati, perchè ancora non sanno affrontare un rifiuto, o un limite. Cosa dobbiamo fare noi in tutte queste situazioni?

La risposta è: validare le loro emozioni (non contrastarle, nè censurarle), con calma ed empatia. Possiamo semplicemente dire loro: “Sei triste e ti capisco, ma ora si è fatto tardi e dobbiamo andare a casa a preparare cena”. Il loro regolatore emotivo siamo noi, se reagiamo con calma loro si calmano.

Con il tempo questa strategia della calma e della validazione insegna loro a riconoscere ed affrontare le emozioni spiacevoli, e reagire in maniera ottimale. Inoltre con il tempo e la costanza da parte nostra, i nostri figli saranno più calmi e meno capricciosi.

Se volete imparare nel dettaglio come allenare emotivamente i vostri figli, vi consiglio un ottimo libro: Intelligenza emotiva per un figlio: una guida per i genitori – John Gottman. Oppure, se il vostro obiettivo è quello di diventare degli ottimi genitori-guida, potete intraprendere con me un percorso personalizzato.

4. Rallentate i ritmi

Se le mattinate sono una frenesia totale, ci si alza tardi e si fa tutto di corsa e non si da’ il tempo al bambino di vivere con calma la mattinata, allora quello che stiamo facendo è far entrare nostro figlio nel loop dello stress urbano lavorativo in anticipo. Sta imparando ad essere stressato. Che effetto farebbe invece rallentare, svegliarsi un po’ prima, fare colazione con tranquillità, avere il tempo di fare un paio di respiri in più all’aperto, nell’aria mattutina? Che effetto farebbe cancellare qualche impegno in più e vivere con più consapevolezza il presente, con i nostri figli? Sono sicura che con una routine più lenta e consapevole, anche vostro figlio con il passare del tempo “rallenterà”.

5. Ambiente ordinato= maggior ordine mentale= maggiore calma

Secondo il metodo Montessori l’ambiente fisico in cui il bambino vive è molto importante per il suo sviluppo. Un ambiente ordinato e bello può modellare la mente di un bambino, influenzare il suo stato d’animo, farlo sentire più al sicuro e meno agitato. Non è necessario che tutto sia perfetto, basta che ogni cosa abbia un posto, che tutto sia sicuro ed accogliente e che il bambino si possa sentire a suo agio nel suo ambiente di casa. Si può iniziare anche solo con la sua stanza, o con l’area giochi, a portare ordine ed armonia.

6. Dannati schermi!

Ormai è appurato e ci sono diversi studi osservazionali e metanalisi recenti che lo documentano: l’uso degli schermi nei bambini (tv, tablet, videogiochi) è associato a disturbi nel comportamento (come l’aggressività), ad una peggiore qualità del sonno e in alcuni casi è stata trovata anche una correlazione con lo sviluppo dell’ ADHD (disturbo da deficit dell’attenzione ed iperattività).

In sostanza, ridurre l’utilizzo degli schermi nei bambini, come metodo per intrattenerli, e soprattutto alla sera, può aiutare a ridurre molte problematiche nel loro comportamento, come il nervosismo e l’aggressività. Non sapete come togliere gli schermi a vostro figlio? Potete chiedere una consulenza qui.

7. Facciamo sfogare questi bambini

Dopo un lungo viaggio di un’ora e mezza in macchina, oppure dopo un lungo pranzo seduto sul seggiolino al ristorante (oppure dopo una lunga giornata di scuola sui banchi, per i bambini più grandi), è più che normale che vostro figlio sia agitato, irrequieto e abbia vogia di sfogarsi. Per questo è importante lasciare sempre una valvola di sfogo a questi bambini, che sia una mezz’ora al parco, una passeggiata libera nei boschi, un’attività sportiva, se vostro figlio è in età scolare. L’attività fisica è utilissima per scaricare la tensione e lo stress sia negli adulti sia nei bimbi. Se nel vostro programma è prevista un’attività noiosa in cui vostro figlio dovrà essere contenuto, assicuratevi che, prima o dopo, abbia il suo spazio in un’attività in cui si possa esprimere liberamente.

8. Si alle discussioni, ma…

I genitori che litigano possono costituire un evento stressante per i più piccoli e questo può renderli irrequieti e nervosi. Nessuno ha mai detto che i genitori non possano discutere fra di loro. Assicuratevi però di farlo in una maniera equilibrata. No alle urla, alle accuse, agli insulti; sì invece ad una discussione pacata in cui ognuno di voi esprime a turno la propria questione e se ne parla insieme in modo civile. In questo modo vostro figlio percepirà meno ansia e tensione, inoltre gli insegnerete anche come si litiga in maniera emotivamente intelligente! 


Queste erano le strategie per avere bambini più calmi ed equilibrati. Come sempre, vi invito a seguirmi su Instagram.


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About me

Io sono Lizzy, mamma di una bimba, infermiera a tempo pieno, e parent coach certificata (ai sensi della legge del 14 gennaio 2013, n. 4). Diventare mamma mi ha profondamente cambiata e consapevolizzata su vari aspetti, per cui ho iniziato ad appassionarmi al mondo della genitorialità, soprattutto al gentle parenting.

Ho deciso di creare questo blog per condividere la mia piccola esperienza e aiutare altri genitori a vivere la loro genitorialità in maniera più serena e consapevole.

Infine ho deciso di diventare parent coach per aiutare le mamme e i papà a diventare finalmente il genitore che vogliono essere.

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