INTELLIGENZA EMOTIVA: come aiutare i nostri figli a svilupparla ed avere successo nella vita

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Tutti i genitori vorrebbero che i figli avessero successo nella vita. Molti cercano di orientare i propri figli allo studio, iscrivendoli a scuole prestigiose, spronandoli alla lettura e cercando il più possibile di coltivare la loro intelligenza logica. La verità è che l’intelligenza ha tante sfaccettature, e il successo nella vita non dipende unicamente da quanto una persona sia veloce a fare i calcoli, o da quanti libri abbia letto.

C’è un tipo particolare di intelligenza che viene spesso sottovalutato, ed è proprio quella alla quale noi genitori dovremmo porre una particolare attenzione, perchè dipende molto da come noi ci approcciamo ai nostri figli. Indovinate, qual è?

Che cos’è l’intelligenza emotiva?

A questo punto é giusto dare una piccola definizione. L’intelligenza emotiva, secondo Daniel Goleman, è la capacità di riconoscere, comprendere, utilizzare e gestire le emozioni, proprie ed altrui, in modo efficace. Chi possiede una buona intelligenza emotiva è capace di:

  • Riconoscere le proprie emozioni nel momento in cui insorgono, e capire come influenzano pensieri e comportamenti (consapevolezza di sè);
  • Gestire le proprie emozioni in modo sano, quindi controllare gli impulsi e mantenere il controllo (autoregolazione);
  • Usare le emozioni per perseguire obiettivi (motivazione);
  • Comprendere le emozioni degli altri e rispondere in modo adeguato (empatia);
  • Gestire bene le relazioni, comunicare in modo efficace, collaborare e risolvere conflitti (abilità sociali).

Abilità sorprendenti vero? Se ci pensate non sono poi così scontate.

Perchè l’intelligenza emotiva è importante?

“Secondo i ricercatori del dipartimento di scienze della comunicazione del Foothill College nella Silicon Valley, la differenza tra chi ha successo e chi non ce l’ha sta nel maggiore sviluppo dell’intelligenza emotiva, che non ha nulla a che vedere con il QI.”¹

D’altronde i grandi leader sono tali proprio per le loro capacità sociali, e per la loro capacità di raggiungere grandi obiettivi, utilizzando le emozioni a loro favore, giusto per fare un esempio.

Quindi, se vogliamo diventare personaggi illustri, grandi leader, e raggiungere tutti i nostri obiettivi più ambiziosi nella vita dobbiamo puntare tutto sull’intelligenza emotiva.

Intelligenza emotiva e genitorialità gentile

Studi osservazionali condotti su famiglie dimostrano come il modo in cui i genitori si approcciano alle emozioni dei figli influisce fortemente sulla loro salute fisica, sui risultati scolastici, sui rapporti interpersonali, sulla capacità di autoregolazione e sullo sviluppo generale della loro intelligenza emotiva.

In parole povere, i genitori che sanno essere dei bravi allenatori emotivi, avranno figli più intelligenti emotivamente, i quali di conseguenza avranno più successo nella vita.

Da ciò si deduce che la genitorialità gentile, che si basa proprio sull’empatia nei confronti dei figli, sulla convalida e sul riconoscimento delle emozioni, e sul fornire ai figli un modello di autoregolazione emotiva, non può fare altro che ottenere figli emotivamente intelligenti. Avete visto quanto è importante il nostro ruolo da genitori?

Piccola nota: se volete imparare di più riguardo l’intelligenza emotiva con i figli e la genitorialità gentile vi consiglio questi due libri:

  1. Intelligenza emotiva per un figlio – John Gottman
  2. Genitori gentili – Sarah Ockwel- Smith

Come aiutare i figli  sviluppare l’intelligenza emotiva (approccio per bimbi da 1 a 4 anni)

È vero, il successo dei figli non dipende esclusivamente e totalmente da noi genitori, ma noi possiamo fare molto, soprattutto nei primi anni. Qui di seguito vi illustrerò 5 semplici abitudini comunicative da adottare fin da subito per allenare l’intelligenza emotiva dei vostri figli. Devo però farvi un Nota Bene: per vedere i risultati a lungo termine queste 5 abitudini devono entrare a far parte della vostra quotidianità.

1. Non censurare le emozioni – Accoglile

Avere a che fare con il pianto oppure gli accessi di rabbia di un bambino piccolo, può essere frustrante, e da genitori, può venirci la tentazione di censurare oppure reprimere le sue emozioni.

“Non è niente, dai, non piangere”

“Smettila di urlare!”

“Guai a te se lanci ancora quel gioco!”

Queste frasi possono essere deleterie perchè hanno come scopo il censurare l’emozione del bambino, ancora prima di comprendere il perchè dell’emozione stessa, è come se dicessero “non voglio vedere la tua emozione”.

A lungo andare questo atteggiamento porterà il bambino ad imparare a reprimere le sue emozioni, senza dare loro spazio, e non imparerà ad elaborarle in maniera corretta. Sarà così più facile che lui esploda di tanto in tanto.

Quando un bimbo prova un’emozione forte, l’approccio più corretto è cercare di dare spazio alla sua emozione, pur non superando alcuni limiti (ma lo vedremo più avanti), capire che cosa l’ha scatenanta, parlarne insieme ed offrire la nostra presenza calma.

2. Mostra empatia

“Capisco come ti senti, anche io al tuo posto mi sentirei al tuo stesso modo”

“E’ normale sentirsi così”

Mostrare ai nostri figli che capiamo il loro punto di vista li fa sentire accolti, accettati, al sicuro. Grazie a questo tipo di atteggiamento sanno che possono fidarsi di noi, si costruisce connessione e sarà più facile elaborare l’emozione e trovare una soluzione insieme.

3. Nomina le emozioni quando capitano

Che sia rabbia o felicità, dare di volta in volta un nome all’emozione, a lungo andare può aiutare vostro figlio a riconoscerla più facilmente. E’ un allenamento quotidiano che può fare la differenza.

Basta dire:

“Quanto sei allegro!”

“La nonna è andata via ed ora sei triste”

“Non riesci a fare questa cosa da solo e questo ti fa arrabbiare”

Ora non possiamo avere il gelato, questo ti rende deluso”

“Quel bimbo ti ha preso il gioco dalle mani e tu hai provato l’impulso di spingerlo, questa si chiama rabbia”

Non solo, anche quando siamo noi genitori a provare delle emozioni, non è necessario nasconderle, possiamo spiegare ai nostri figli come ci sentiamo e perché:

“La mamma è triste perché oggi è capitata una cosa brutta”

Mostrare, manifestare, comunicare le nostre emozioni, anche e soprattutto quelle spiacevoli, può insegnare molto ai nostri figli sull’intelligenza emotiva e sulla regolazione delle emozioni. Inoltre è un’ottima occasione di connessione.

4. Poni limiti con gentilezza

“Tutte le emozioni sono valide, non tutti i comportamenti lo sono”

Se è vero che tutte le emozioni andrebbero accolte è anche vero che non sempre il modo in cui vengono manifestate è giusto, come per esempio sfogare la rabbia picchiando i coetanei.

Quando ci troviamo di fronte ad un comportamento scorretto di nostro figlio, possiamo accogliere la sua emozione, ed allo stesso tempo porre un limite al suo comportamento. A questo proposito, ho scritto un intero documento PDF su come porre limiti e regole gentili ed efficaci, completamente gratuito. Se lo volete non dovete fare altro che seguire le istruzioni a questo link.

Tornando a noi, per porre limiti senza sminuire l’emozione che prova vostro figlio, si possono offrire alternative di comportamento valide. Ecco alcuni esempi:

  • Non puoi picchiare gli altri quando sei arrabbiato, ma puoi picchiare questo cuscino”
  • “Urlare non va bene, ma puoi dire “Sono arrabbiato!””
  • “Non possiamo lanciare gli oggetti, ma possiamo pestare i piedi o stringere i pugni, se vuoi”

In questo modo vostro figlio impara metodi più ortodossi per sfogare la sua rabbia.

5. Fai da modello di comportamento

Se volete che vostro figlio impari a regolare le sue emozioni, dovete voi stessi comportarvi nel modo in cui vorreste che si comportasse, essere un esempio positivo, fungere da guida. Il modo in cui noi reagiamo e gestiamo le nostre emozioni insegna ai bambini come a loro volta dovrebbero manifestare le loro emozioni in modo corretto.

Se imparate a reagire con calma e fermezza alle difficoltà quotidiane, se provate a gestire i conflitti con il partner e con gli altri in maniera diplomatica e se trovate sempre il modo di rialzarvi dopo una delusiuone, solo osservando il vostro esempio, vostro figlio avrà imparato più che da ogni lunga predica.


Queste erano le 5 abitudini per insegnare ai vostri figli l’intelligenza emotiva. Spero che vi siano utili. Come sempre ci vediamo al prossimo articolo!

Note:

  1. https://www.guidapsicologi.it/articoli/il-segreto-del-successo-lintelligenza-emotiva-e-pi-importante-del-qi

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About me

Io sono Lizzy, mamma di una bimba, infermiera a tempo pieno, e parent coach certificata (ai sensi della legge del 14 gennaio 2013, n. 4). Diventare mamma mi ha profondamente cambiata e consapevolizzata su vari aspetti, per cui ho iniziato ad appassionarmi al mondo della genitorialità, soprattutto al gentle parenting.

Ho deciso di creare questo blog per condividere la mia piccola esperienza e aiutare altri genitori a vivere la loro genitorialità in maniera più serena e consapevole.

Infine ho deciso di diventare parent coach per aiutare le mamme e i papà a diventare finalmente il genitore che vogliono essere.

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