Prendersi cura di sè per essere genitori migliori

“Un genitore per prima cosa dovrebbe imparare a riconoscere i propri bisogni e limiti, e prendersi cura di essi, altrimenti rischia di riversare la frustrazione sul bambino”

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5–7 minuti

A chi non è capitato, dopo essere diventato genitore, di abbandonare determinate passioni, ridurre le uscite, trascurare lo sport o il proprio giro di amicizie?

Quando sono diventata mamma ero consapevole del fatto che in certi casi sarebbe stato necessario fare dei sacrifici, soprattutto nel primo periodo in cui il bimbo è totalmente dipendente dalla mamma. Sapevo che avrei avuto meno tempo per i miei hobby, in realtà non ne avevo nemmeno le energie. Per certi versi è un processo fisiologico. Spesso ho sentito mamme dire quanto fosse difficile per loro anche solo farsi una doccia, o sedersi a mangiare. E’ vero, i primi mesi è molto difficile anche solo trovare un equilibrio fra il prendersi cura del piccolo fagottino e il soddisfacimento dei propri bisogni fisiologici.

La verità è che, dopo il primo figlio, vengono riviste le priorità e si fanno dei sacrifici, per mancanza di tempo, soldi o energie, perchè prendersi cura di un figio è impegnativo. Magari in un determinato mese si hanno avute grosse spese e si decide di non uscire per tenersi i soldi da parte. O magari si salta l’allenamento settimanale in palestra perchè in quel giorno il bimbo sta male e non si può fare altrimenti. Capita. Anche se si è in due, mamma e papà, entrambi compiono scelte e sacrifici per soddisfare i bisogni di quella piccola creatura che ancora non è in grado di soddisfarli da solo.

In alcuni casi invece è proprio la nostra mentalità a cambiare: le cose che ci piacevano prima di essere genitori non ci piacciono più, altre cose perdono il loro fascino, perdono di importanza. Spesso ci rendiamo conto che spendevamo le nostre energie nelle cose sbagliate. Questo è normale, e se non siete ancora genitori, probabilmente lo capirete pienamente quando avrete il vostro primo bimbo.

Quindi siamo d’accordo che quando si diventa genitori è normale in certi casi mettere da parte i propri bisogni per sopperire a quelli dei bambini. Capita di dover rinunciare ogni tanto alle uscite, o al tempo dedicato ai propri hobby e svaghi. Ma fino a che punto può essere sostenibile? Qual è il limite e perchè è importante riconoscerlo?

Che cosa hai fatto prima di arrivare al tuo limite?

Un giorno, con la mia psicologa, abbiamo fatto un ragionamento insieme: mi ha chiesto di pensare ad alcune volte in particolare in cui ho perso la pazienza con la mia bimba, oppure in cui ho pensato “non ce la posso fare” e in cui mi sono sentita sopraffatta dalle continue richieste della mia bimba. Poi mi ha chiesto, prima di quel preciso momento, che cosa avevo fatto? Ero appena tornata dal lavoro? Avevo passato la giornata in casa insieme a lei? Avevo passato il pomeriggio a fare le pulizie? Mi ha chiesto poi di pensare alle volte in cui ero riuscita a fare sport, o avevo avuto un’ora per me, per leggere o disegnare, o svagarmi, e infine mi ha chiesto: “Come ti sei approcciata a tua figlia dopo? Come hai interagito con lei dopo esserti presa cura di te?”

E’ stato sorprendente realizzare che in effetti, dopo essermi allenata per esempio, mi sentivo così motivata e piena di energie che ero felice di tornare a stare con la mia bimba, e sentivo di poter fare e sopportare ogni cosa. Se invece era da un po’ che non mi prendevo un momento per ricaricare le batterie, il mio tempo con la bimba perdeva di qualità.

I bisogni dei genitori

Ci sono diverse teorie in ambito pedagogico che affermano più o meno questo concetto: un genitore, per prendersi cura dei bisogni del proprio figlio, per prima cosa dovrebbe imparare a riconoscere i propri bisogni e limiti, e prendersi cura di essi, altrimenti rischia di riversare la frustrazione dei propri bisogni insoddisfatti sul bambino.

Ma che cosa si intende per bisogni? Non solo quelli fisiologici, quali l’alimentazione e il sonno, ma anche quelli legati allo svago e alla coltivazione dei propri interessi. Sono quelli, nello specifico, che ci consento di ricaricare le nostre batterie, esprimere noi stessi, ridurre lo stress e la frustrazione, e ci aiutano ad essere quindi genitori più pazienti e motivati.

E’ solo soddisfando anche i nostri bisogni che riusciamo a essere genitori migliori, a tornare dal nostro bimbo carichi e motivati, pronti a passare del tempo di qualità e soddisfare i loro bisogni.

Prendersi cura di se, quando si diventa genitori, quindi, è di vitale importanza. Non dovrebbe essere un optional, una cosa da fare solo quando si ha tempo da perdere, ma dovrebbe essere un appuntamento periodico con noi stessi.

Pensiamo ad una metafora: siamo dei nuotatori subacquei, ci immergiamo con le nostre bombole, e ad un certo punto sta per finire l’ossigeno. Cosa facciamo? Ovviamente conviene tornare in superficie per ricaricare le bombole. Essere genitori è uguale. Prima di immergersi è necessario essere carichi di ossigeno. Possiamo considerare i nostri bisogni di svago l’ ossigeno che ci permette di esplorare il mondo subacqueo (fare i genitori) con tranquillità e calma, e le risorse necessarie per sopravvivere.

Come prendersi cura di sè

E’ facile. Basta porsi una semplice domanda: che cosa ci diverte e ci appassiona? Quale attività ci fa ricaricare le batterie? Bisogna prendersi un attimo per mettersi in ascolto del proprio corpo e del proprio spirito. Deve essere una cosa che ci fa sentire appagati a tal punto da poter poi stare con nostro figlio nella completa serenità.

Il senso di colpa

Tutti prima o poi ci siamo sentiti degli egoisti ad aver pensato di volere una boccata d’aria fresca. La verità è che, soprattutto a noi mamme, ci riempiono la testa con questo mito del sacrificio: hai voluto diventare mamma? Non puoi lamentarti, devi essere sempre presente, sempre impeccabile, non esiste il chiedere aiuto, non hai più tempo per te stessa? Pazienza. Non funziona così.

Provate a fare questo esperimento. Provate a osservarvi, nell’interazione con i vostri bimbi. In quali occasioni siete riusciti a passare maggiormente del vero tempo di qualità con loro? Quando eravate carichi emotivamente, perchè eravate riusciti a ritagliarvi del tempo per voi, oppure quando eravate già esauriti da un lungo periodo in cui non vi siete preoccupati di ascoltarvi?

Prendervi cura di voi stessi, vi aiuta a essere davvero genitori migliori, e non solo. Pensate a quanto potreste essere di esempio ed ispirazione ai vostri bimbi, grazie alle vostre passioni. Immergetevi in questa prospettiva e capirete che non avete motivo di sentirvi in colpa.


Siamo giunti al termine anche di questo articolo, fatemi sapere cosa ne pensate nei coimmenti, ci vediamo alla prossima!

Lizzy

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About me

Io sono Lizzy, mamma di una bimba, infermiera a tempo pieno, e parent coach certificata (ai sensi della legge del 14 gennaio 2013, n. 4). Diventare mamma mi ha profondamente cambiata e consapevolizzata su vari aspetti, per cui ho iniziato ad appassionarmi al mondo della genitorialità, soprattutto al gentle parenting.

Ho deciso di creare questo blog per condividere la mia piccola esperienza e aiutare altri genitori a vivere la loro genitorialità in maniera più serena e consapevole.

Infine ho deciso di diventare parent coach per aiutare le mamme e i papà a diventare finalmente il genitore che vogliono essere.

8 cose che non ti rendono una persona meno interessante

Tempo di lettura:

4–7 minuti

Che cosa vuol dire essere una persona interessante? Che cosa ci rende tali? Sei una persona conosciuta, viaggi spesso, hai molti amici? Buon per te! Se invece sei l’opposto di ciò che ho appena detto? Puoi considerarti una persona poco interessante? Assolutamente no! E sai perchè? Perchè spesso ci focalizziamo sulle cose sbagliate, sulla forma e non sul contenuto, diciamo.

Qui di seguito, dopo settimane di riflessione, ho deciso di raggruppare tutte quelle cose che secondo me non ti rendono una persona meno interessante, così almeno non avrai più scuse per sminuirti. Presta attenzione perché in ogni paragrafo inserirò cosa secondo me, al contrario, ti rende una persona interessante.

1. Non amare le cose che le persone amano di solito

Tutti amano andare al mare, tutti adorano Harry Potter, tutti hanno visto Gossip Girl. Se invece tu il mare lo detestassi, trovassi Harry Potter stupido, e non avessi mai visto nemmeno per sbaglio Gossip Girl? Sei una persona poco interessante? Te lo dico io: no, perchè in realtà non sono solo alcune le cose che ci rendono interessanti, tutti i nostri interessi ci rendono interessanti a prescindere da cosa essi siano. Magari odi il mare e non vuoi metterci piede, ma magari hai fatto tante volte campeggio in alta montagna, percorso sentieri accidentati e partecipato ad una maratona. Non sapresti da che parte girarti se ti chiedessero quale film di Harry Potter ti piace di più, ma magari hai letto tutti i libri di Stephen King. Hai sicuramente molto di cui parlare e sarai interessante agli occhi delle persone simili a te.

2. Non andare alle feste o in discoteca/ uscire poco

A differenza di ciò che dicono la maggior parte delle persone, se sei giovane, non devi necessariamente passare tutta la tua gioventù in discoteca, se la discoteca ti fa schifo. La società nella maggior parte dei casi si aspetta che la gioventù debba essere passata a fare cose come andare a ballare, andare a più feste possibili ed uscire il più possibile, perchè “dopo” dicono “non lo potrai più fare”.

Non sta nè in cielo, nè in terra. Se non ti va di andare alle feste, o di uscire tutti i sabati, non lo devi fare per forza e non sarai una persona meno interessante per questo. Preferisci passare i tuoi sabati in maniera differente, magari con il tuo fidanzato o la tua fidanzata, a casa con le tue amiche, o in solitudine a fare ciò che ti piace. Sei comunque interessante.

3. Non esserti mai ubriacato/a

Chi è che ha detto che bere sia una cosa figa e che uno debba fare l’esperienza di ubriacarsi almeno una vota nella vita? Nessuno. Se non vuoi, non farlo, non sei una persona noiosa, i tuoi amici ti ameranno comunque, e ti sfrutteranno per guidare…

4. Avere pochi amici

Scommetto che conosci almeno una persona che ha un circolo infinito di amici, e almeno una volta avrai pensato: “Che bello, piacerebbe anche a me essere una persona così interessante da avere tutti quegli amici”. Beh, disclaimer: non hai pochi amici perchè non sei interessante, semplicemente preferisci risparmiare le tue energie sociali, ed impegnarti seriamente con poche persone. Ciò che ti rende davvero interessante è il modo con cui interagisci con le altre persone, come parli, di cosa parli, il tuo modo di fare, la tua gentilezza, l’empatia che riesci a dimostrare, senza necessariamente entrare in una confidenza tale da farti tutte le persone come amiche. Da un lato non è meglio avere poche relazioni ma sane e profonde?

5. Non viaggiare spesso

E credo che qui solleverò un grosso polverone…

DISCLAIMER: Non sto dicendo che viaggiare sia inutile, viaggiare è comunque un’esperienza in grado di aprire la mente e arricchire le persone.

Quello che voglio dire io è un’altra cosa. Solo perché non riesci a fare dieci viaggi all’anno in località esotiche ed intercontinentali, perché ti mancano i soldi, perché i tuoi genitori non te lo pagano, perché il lavoro non ti permette di avere tanti giorni liberi, perché sei in un momento difficile della tua vita, perché devi studiare o per qualsiasi altro motivo, non significa che sei una persona povera di spirito e chiusa di mente.

Il punto forse, quello che ormai abbiamo dimenticato da un pezzo, è che non conta se fai dieci viaggi stra-fighi e instagrammabili, oppure fai una breve escursione nella città vicina. Conta ciò che ti porti a casa, ciò che quell’esperienza ti ha insegnato. Conta il modo in cui hai vissuto quella vacanza: se hai tenuto gli occhi e la mente bene aperti, esplorando ogni cosa e cogliendo ogni emozione di quel luogo. Quello ti rende una persona interessante.

6. Non avere un genere di musica/libri, o uno stile preferito

Molte persone sono maniache del catalogarsi, definirsi in una determinata categoria di persone, in un determinato stile di vestire, o un determinato genere. Se tu non sei uno di questi individui, non preoccuparti, sei interessante lo stesso, anzi, tieni la mente aperta ad ogni cosa diversa, ti piace leggere diversi generi narrativi, ascolti tutta la musica senza pregiudizi e non ti fai influenzare. Hai sicuramente molto più da offrire, molti più spunti di conversazione tu, rispetto a chiunque altro.

7. Non aver fatto l’università

Se non hai fatto l’università, ma hai deciso di occupare il tuo tempo investendolo in altre cose (ad esempio nello sport, in un corso non universitario, in un’esperienza all’estero, lavorando) per raggiungere i tuoi sogni, va bene uguale. Sei una persona molto interessante e molto intelligente lo stesso. Fidati.

8. Non postare mai sui social/non avere profili social

Avere una pagina instagram con un feed ben curato o postare in continuazione storie di ciò che stai facendo, non ti rende più interessante di chi non ha i social. La tua vita è interessante comunque anche se non lo pubblichi, perchè ciò che conta sono le persone che ti conoscono da vicino. Anzi, chiunque vorrà stalkerarti, ex compagni di scuola, università, colleghi di lavoro, rimarrà deluso e infastidito dal tuo silenzio. Sarai per sempre un mistero.


Non voglio tediarvi ulteriormente, vi faccio solo una domanda: secondo voi ci sono altre cose che potrebbero essere aggiunte alla lista delle cose che non ti rendono meno interessante? Fatemelo sapere nei commenti.

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Io sono Lizzy, mamma di una bimba, infermiera a tempo pieno, e parent coach certificata (ai sensi della legge del 14 gennaio 2013, n. 4). Diventare mamma mi ha profondamente cambiata e consapevolizzata su vari aspetti, per cui ho iniziato ad appassionarmi al mondo della genitorialità, soprattutto al gentle parenting.

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Infine ho deciso di diventare parent coach per aiutare le mamme e i papà a diventare finalmente il genitore che vogliono essere.