“La cosa bella è che creerete dei ricordi indimenticabili con i vostri bimbi, impareranno molte cose, rafforzerete il legame che c’è fra di voi, anche se sono ancora troppo piccoli per ricordarselo.”
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Pov: state per andare in vacanza con i vostri bimbi, e vi state già disperando, perchè sarà tosta. Tra capricci, corse contro il tempo, bagagli infiniti, giochi e attività rischiose, ve lo sentite già: non avrete un minuto di relax.
Per fortuna arrivo io ad aiutarvi con questa mini guida su come sopravvivere alle vacanze con i bimbi piccoli. E provengono da una mamma che a sei mesi ha portato sua figlia in camper in Europa e a 18 mesi a New York! Quindi, pronti per partire (in ogni senso)?
1. Cambiate il vostro mindset
Se è la prima volta che andate in vacanza con un bimbo piccolo, oppure vostro figlio è cresciuto dalla scorsa vacanza ed ha iniziato a camminare o fare i primi capricci, beh, benvenuti nel mondo dei genitori❤️, quelli che non si fermano mai. Il primo passo per provare a godersi le vacanze è cambiare il modo di vedere la situazione.
Per prima cosa non ascoltate tutte quelle simpatiche persone sui social (vi saranno capitate almeno una volta), che fanno le sbruffone sul fatto che possono viaggiare perchè non hanno figli, o non vogliono avere figli così possono viaggiare. Infatti si può benissimo viaggiare con bimbi grandi e piccoli, basta adottare alcuni accorgimenti.
Anzi, la cosa bella è che creerete dei ricordi indimenticabili con i vostri bimbi, impareranno molte cose, rafforzerete il legame che c’è fra di voi, anche se sono ancora troppo piccoli per ricordarselo. Viaggiare con i figli è impagabile, ricordatevelo.
Ora, dato che non si può tornare a quando si poteva dormire fino a tardi, si avevano pochi bagagli e non c’era nessuno che faceva i capricci, non possiamo fare altro che provare ad accettare la situazione così com’è. Anzichè contrastare la situazione con pensieri di conflitto, come: “Non è possibile”, “Che strazio!”, “Una vacanza così è inaccettabile”, provate ad usare pensieri tipo: “Ok, è una situazione difficile, però possiamo superarla”, “Proviamo a capire che cosa sta succedendo”…
Così è molto più facile, si vivono le situazioni difficili con più oggettività e ci si arrabbia di meno.
2. Provate a mantenere le routine
Per i bimbi piccoli le routine sono vitali. Anche se cambiate totalmente continente, provare a mantenere le routine è utile perchè lì fa sentire al sicuro. Per esempio, che voi siate in hotel o in camper o in campeggio, la routine bagnetto-denti-favola-nanna la potete mantenere benissimo. Ricordatevi di portare con voi alcuni oggetti familiari, quelli ai quali vostro figlio si è affezionato di più.
3. Cosa calma vostro figlio?
Voi conoscete vostro figlio meglio di chiunque, quindi sapete qual è a cosa che lo calma di più nei momenti difficili. Un peluche, il ciuccio, la sua copertina, una canzoncina in particolare? Qualsiasi cosa sia, tiratela fuori senza indugi ogni qual volta ne avrete bisogno, purché sia una cosa innocua. Ad esempio, se il tablet è l’unica cosa che lo tiene buono, non vi consiglierei di abusarne, ma di provare a cambiare la routine e sostituirlo con un altro oggetto, o rituale, al più presto, magari prima di andare in vacanza o al vostro ritorno, non durante! Ogni bambino ha i suoi “calmanti”, e ciò dipende dalla routine che si è creata dietro. Ecco alcuni esempi di cose che hanno sempre funzionato per noi, magari vi possono ispirare:
- Mettere la musica su spotify, quelle che ascoltiamo anche a casa ogni tanto, e cantare (la bimba mi guarda cantare e sta tranquilla);
- Leggere un libro insieme, uno di quei libri con le pagine cartonate che leggiamo prima di dormire. Lei si concentra a guardare le figure e ripetere le parole, e si dimentica del motivo per cui si stava lamentando;
- Il biberon di latte, ahimè vorrei toglierglielo, ma abbiamo visto quanto la rilassa ancora, per cui abbiamo deciso di rimandare il momento;
- Prenderla in braccio e dondolare, cantando cantilene inventate da me, ma che lei conosce bene. Lei appoggia la sua testa sulla mia spalla e si rilassa;
- I peluches. Qualsiasi sia la difficoltà della situazione, avere un peluche da stringere è come se la facesse sentire più protetta e sicura di sè.
4. Comprate un marsupio
L’oggetto che ricomprerei altre mille volte? Il marsupio porta-bimbo. Ho sempre portato mia figlia, anche quando ha imparato a camminare. Mi ha sempre salvato, soprattutto in quelle situazioni in cui mia figlia si stanca, non vuole più stare nel passeggino e cerca conforto tra le braccia della mamma. Ma soprattutto in tutte quelle situazioni dove il passeggino è troppo scomodo. Per esempio: questa sono io che trasporto mia figlia di 18 mesi nel marsupio, alle Niagara Falls. Forte, vero?

Vi lascio il link di due dei miei marsupi preferiti, i più comodi secondo me:
- Questo modello l’ho sempre usato fin da quando era neonata, comodissimo per le escursioni, si può mettere davanti o dietro e va fino a 25 kg;
- Questo invece è molto più immediato e facile da mettere, comodo soprattutto per i bimbi da un anno in su, ma meno per le escursioni più lunghe.
5. Prevedete sempre momenti di gioco libero e sfogo
Non potete pretendere che vostro figlio stia buono in macchina per cinque ore di fila, al ristorante seduto per due ore, e tranquillo nel passeggino per tutto il tempo. I bambini hanno un forte bisogno di muoversi, fin dai primi mesi, figuriamoci quando poi iniziano a camminare. Vogliono correre, giocare, sfogarsi. Prevedete sempre una tappa al parco giochi, tra una visita ed un’altra, o una gattonata libera nella sabbia, una corsa sfrenata in una piazzetta. Le parole d’ordine sono sicurezza e LIBERTA’. Non c’è cosa peggiore dell’essere liberi senza esserlo davvero. Mi spiego meglio: “Vai pure a giocare, si ma non correre che poi sudi, non salire lì che poi cadi, non giocare nella sabbia con le scarpe perchè ti sporchi”. Quando dico gioco libero e sfogo, intendo gioco davvero libero, altrimenti diventa molto più frustrante sia per voi, sia per i bimbi. Rilassatevi e lasciateli sfogare, purchè lo facciano in sicurezza e nel rispetto del prossimo.
6. Pianificate gli spostamenti con furbizia
Una cosa che mi ha salvato spesso è stata partire subito dopo pranzo, così la bimba si faceva il riposino in macchina e potevamo viaggiare tranquilli. Inoltre, prediligete sempre viaggi in macchina, o in camper, insomma con mezzi con cui potete regolare soste e viaggi in base alle vostre esigenze. Molto più semplice e molto meno frustrante.
7. Snack e acqua sempre in borsa
Portate sempre con voi degli snack salutari. I bambini così piccoli non sono in grado ancora di reggere tante ore tra un pasto e l’altro, mangiano poco e spesso, quindi è impossibile per loro fare solo colazione, pranzo e cena. Sì a cracker, frutta, biscotti con poco zucchero, pane, grissini, focaccia, gallette di riso, stick di verdura o formaggio ecc.
8. Mete kid-friendly
Infine, potete semplicemente optare per una vacanza a prova di bambino, in una qualche meta fatta apposta per i più piccoli. Un semplice viaggio al mare, in montagna, ad un parco divertimenti. Ci sono un sacco di hotel con aree attrezzate per bambini. L’importante è che tutti si godano la vacanza e che non sia un inferno dall’inizio alla fine.
9. Go with the flow
Ultimo consiglio che vi posso dare è: lasciatevi andare, abbandonate gli schemi. Quando si viaggia con dei bimbi piccoli una cosa che può aiutare è non pianificare troppo le tappe della vacanza. Piuttosto che seguire alla lettera il perfetto itinerario che vi siete creati, concentratevi nel creare momenti divertenti e di condivisione, e rimanete flessibili se vi sono da fare deviazioni o piccoli cambi di programma. Come ho detto prima l’obiettivo è godersi la vacanza il più possibile in modo che tra diversi anni, quando ci ripenserete, direte: “Che bella vacanza che avevamo passato” e non “E’ stato un inferno dal’inizio alla fine”.
Questi erano i miei consigli su come sopravvivere alle vacanze con i vostri bimbi. Godetevele, e noi ci vedremo prossimamente, anche sui social.
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About me
Io sono Lizzy, mamma di una bimba, infermiera a tempo pieno, e parent coach certificata (ai sensi della legge del 14 gennaio 2013, n. 4). Diventare mamma mi ha profondamente cambiata e consapevolizzata su vari aspetti, per cui ho iniziato ad appassionarmi al mondo della genitorialità, soprattutto al gentle parenting.
Ho deciso di creare questo blog per condividere la mia piccola esperienza e aiutare altri genitori a vivere la loro genitorialità in maniera più serena e consapevole.
Infine ho deciso di diventare parent coach per aiutare le mamme e i papà a diventare finalmente il genitore che vogliono essere.
