6 Cose che avrei voluto sapere prima di diventare mamma

5–8 minuti

Ben ritrovati sul mio blog!

Sono passati così tanti mesi dal mio ultimo articolo. Sinceramente ho avuto molto da fare, e mi sono presa tempo per riflettere, su di me, sul futuro di questo blog ecc. Oggi finalmente ho deciso di condividere con voi alcune riflessioni sul mio essere diventata mamma.

Vi racconto una cosa buffa: quando ero incinta il mio sogno notturno più ricorrente era quello in cui mi dimenticavo di dare da mangiare a mia figlia. Se avessi saputo quanto piangevano, soprattutto per la fame, avrei smesso di farmi le paranoie per una cosa così assurda. Purtroppo però è così: finché non sei sulla barca non puoi saper cosa ti aspetta.

Ecco 6 cose che avrei voluto sapere prima di diventare mamma. Prima di iniziare però, ho una premessa importante. Le mie non sono 6 cose che avrei voluto sapere prima, altrimenti non avrei fatto un figlio, ma sono cose che mi sarebbe piaciuto sapere prima, cosí magari sarei arrivata più preparata e meno angosciata, e magari avrei fatto un lavoro migliore, chissà.

1. Allattare al seno non è così facile come sembra.

Mentre ero in dolce attesa della mia prima bimba ero convinta: avrei allattato mia figlia al seno, finchè ne avesse avuto bisogno. Ero sicurissima che non avrei avuto problemi: ero sana come un pesce, giovane e determinata, avrei sicuramente avuto abbastanza latte. Poi che cosa poteva esserci di tanto difficile? Le mamme che vedevo sporadicamente in giro lo facevano sembrare così semplice: il bimbo ha fame? Lo attacchi al seno ogni due ore, mangia finchè ha fame e poi si addormenta. Semplice e veloce, no?

Avevo anche partecipato ai corsi preparto, in cui ci avevano spiegato le varie difficoltà e complicanze legate all’allattamento, però, chissà come mai, mi entravano da un orecchio e mi uscivano dall’altro.

Poi la dura verità: Arianna nacque, ma all’inizio non riusciva ad attaccarsi bene al seno, si staccava continuamente, si arrabbiava, iniziava a piangere fortissimo perchè aveva fame, e dopo qualche giorno iniziarono a farmi malissimo i capezzoli, ogni poppata era un dolore lancinante. Mangiava per un po’ e poi si addormentava, ma appena la mettevo giù si svegliava e si metteva a piangere, dovevo allattarla continuamente, altro che ogni due ore!

Ad un certo punto una notte non ce l’ho più fatta. Ero presa dal dolore e dalla disperazione, nella mia testa continuava a rimbombare una frase che mi avevano detto, un classico: “non hai abbastanza latte”. Così le diedi il latte in polvere. E da lì in poi fu sempre più difficile attaccare Arianna al seno, il mio latte iniziò a diminuire sempre di più, fino a scomparire. Fine del mio allattamento al seno. Arianna aveva un mese.

La verità è che il mio latte era abbastanza, che se avessi resistito, avessi ascoltato di più i consigli delle esperte ostetriche e meno quelli di chi non ne sapeva nulla (perchè anche se una è mamma, non è scontato che ne sappia di più), e mi fossi fatta aiutare da una qualche figura professionale preparata, forse avrei allattato mia figlia di più. Poi lei è cresciuta lo stesso, ma questo rimarrà sempre un mio “avrei potuto”.

2. Dopo il parto ci si sente molto tristi

Prima del parto, quando mi parlavano di depressione post-parto, io pensavo: “Figuriamoci! io non sono il tipo”. Quando Arianna è nata però, passavo le giornate a piangere, senza motivo, mi sentivo triste, come se non potessi mai più essere felice, sola, anche se ero circondata da persone che mi volevano bene. Avevo il morale a terra e non potevo controllarlo. Non bastava una chiacchierata, una passeggiata fuori, o un pezzo di cioccolato.

ATTENZIONE: quella non è depressione post-parto, tranquille, si chiama “Baby blues”, ed è una condizione più che normale, dovuta ai cambiamenti ormonali tipici del post-parto. La depressione post-parto purtroppo è una condizione molto più subdola che può insorgere anche un mese dopo il parto e che non si risolve spontaneamente. Per saperne di più vi rimando a questo link, molto utile.

Per fortuna non ho sofferto di depressione, ma il baby blues è stata una triste sorpresa dopo il parto. Se avessi saputo prima della sua esistenza probabilmente avrei preso tutti quei pianti più con filosofia.

La morale di tutto ciò è: siate consapevoli che sia il baby blues, sia la depressione esistono e possono colpire anche le mamme più forti e determinate come voi, fatevi aiutare, fatevi supportare, chiedete sempre aiuto, ma soprattutto, godetevi quei pianti giustificati!

3. I traumi e i problemi psicologici che avevamo prima ce li portiamo dietro

Potremmo scrivere un articolo solo su questo argomento, ma cercherò di essere breve. Diventare mamma è un momento che, oltre ad un’immensa gioia, inevitabilmente porta con sé tanti cambiamenti più o meno belli e può essere destabilizzante. Ovviamente, per superarlo al meglio, bisogna avere già una buona base psicologica, non si può pensare di riuscire ad affrontare la maternità se non si sta bene a livello emotivo.

Prima ancora di pensare di avere la mia bimba, avevo fatto un breve percorso psicologico, per conoscere me stessa e risolvere i problemi che mi affliggevano. Pensavo di stare benissimo e di avere tutto sotto controllo. Poi, dopo il parto, mi sono ritrovata ad avere a che fare con emozioni che non avrei mai pensato di provare. Per cui ho ripreso in mano questo percorso psicologico, e ora posso dire che sto molto meglio: sono molto più consapevole e sono riuscita a capire il perchè di molte cose. Ovviamente il percorso è ancora lungo.

Se lo avessi saputo prima avrei investito maggiormente sul mio percorso psicologico, prima di diventare mamma.

4. Crescono cosi in fretta che non si fa in tempo a godersi i momenti

Le prime notti insonni con la bimba le passavo pensando: “Quando è che finirà il periodo delle coliche?”. Poi è iniziato il periodo dei denti, ed ecco altre notti insonni. Sempre i primi mesi pensavo: “Non vedo l’ora che inizi a camminare, così non la devo più portare in braccio”. Passavo i mesi a pensare che non vedevo l’ora che crescesse, per poter essere più tranquilla.

Poi una tua amica fa un bimbo, ed è così piccolo! Guardi la tua bimba e te la ritrovi cresciuta. Quando è passato tutto questo tempo, dov’è finita quella neonata raggomitolata sul tuo petto? Probabilmente, se lo avessi saputo prima, mi sarei lamentata di meno di ogni periodo difficile, e avrei cercato di godermi di più quei momenti, che volano via in un attimo.

5. Ogni brutto periodo passa

Mi ricollego al punto precedente per dirvi che per fortuna le coliche finiscono, i denti crescono, i bimbi vorranno stare di meno in braccio, ad un certo punto riuscirete a dormire di notte, ogni periodo impegnativo della crescita del vostro bimbo passa… per poi venir rimpiazzato da un periodo peggiore! No, forse questo non avrei voluto saperlo prima! 😂

6. Ogni mamma vive un’esperienza diversa

Infine, ecco cosa mi sarebbe piaciuto sapere prima di diventare mamma. Che non tutte le mamme vivono le stesse esperienze. Per esempio c’è chi ha avuto esperienze terribili con il parto, c’è chi invece lo rifarebbe, c’è chi ha dormito di più, chi di meno, chi ha dovuto affrontare determinate sfide, chi altre. Per questo mi sento di dirvi: non scoraggiatevi, ascoltate le esperienze delle altre mamme, ma ricordatevi che la vostra esperienza sarà unica!

Concludo augurandovi il meglio per il futuro, godetevi i vostri bimbi e soprattutto prendetevi cura di voi stesse, care mamme. Noi ci vediamo al prossimo articolo.

Lizzy

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About me

Io sono Lizzy, mamma di una bimba, infermiera a tempo pieno, e parent coach certificata (ai sensi della legge del 14 gennaio 2013, n. 4). Diventare mamma mi ha profondamente cambiata e consapevolizzata su vari aspetti, per cui ho iniziato ad appassionarmi al mondo della genitorialità, soprattutto al gentle parenting.

Ho deciso di creare questo blog per condividere la mia piccola esperienza e aiutare altri genitori a vivere la loro genitorialità in maniera più serena e consapevole.

Infine ho deciso di diventare parent coach per aiutare le mamme e i papà a diventare finalmente il genitore che vogliono essere.

8 cose che non ti rendono una persona meno interessante

Tempo di lettura:

4–7 minuti

Che cosa vuol dire essere una persona interessante? Che cosa ci rende tali? Sei una persona conosciuta, viaggi spesso, hai molti amici? Buon per te! Se invece sei l’opposto di ciò che ho appena detto? Puoi considerarti una persona poco interessante? Assolutamente no! E sai perchè? Perchè spesso ci focalizziamo sulle cose sbagliate, sulla forma e non sul contenuto, diciamo.

Qui di seguito, dopo settimane di riflessione, ho deciso di raggruppare tutte quelle cose che secondo me non ti rendono una persona meno interessante, così almeno non avrai più scuse per sminuirti. Presta attenzione perché in ogni paragrafo inserirò cosa secondo me, al contrario, ti rende una persona interessante.

1. Non amare le cose che le persone amano di solito

Tutti amano andare al mare, tutti adorano Harry Potter, tutti hanno visto Gossip Girl. Se invece tu il mare lo detestassi, trovassi Harry Potter stupido, e non avessi mai visto nemmeno per sbaglio Gossip Girl? Sei una persona poco interessante? Te lo dico io: no, perchè in realtà non sono solo alcune le cose che ci rendono interessanti, tutti i nostri interessi ci rendono interessanti a prescindere da cosa essi siano. Magari odi il mare e non vuoi metterci piede, ma magari hai fatto tante volte campeggio in alta montagna, percorso sentieri accidentati e partecipato ad una maratona. Non sapresti da che parte girarti se ti chiedessero quale film di Harry Potter ti piace di più, ma magari hai letto tutti i libri di Stephen King. Hai sicuramente molto di cui parlare e sarai interessante agli occhi delle persone simili a te.

2. Non andare alle feste o in discoteca/ uscire poco

A differenza di ciò che dicono la maggior parte delle persone, se sei giovane, non devi necessariamente passare tutta la tua gioventù in discoteca, se la discoteca ti fa schifo. La società nella maggior parte dei casi si aspetta che la gioventù debba essere passata a fare cose come andare a ballare, andare a più feste possibili ed uscire il più possibile, perchè “dopo” dicono “non lo potrai più fare”.

Non sta nè in cielo, nè in terra. Se non ti va di andare alle feste, o di uscire tutti i sabati, non lo devi fare per forza e non sarai una persona meno interessante per questo. Preferisci passare i tuoi sabati in maniera differente, magari con il tuo fidanzato o la tua fidanzata, a casa con le tue amiche, o in solitudine a fare ciò che ti piace. Sei comunque interessante.

3. Non esserti mai ubriacato/a

Chi è che ha detto che bere sia una cosa figa e che uno debba fare l’esperienza di ubriacarsi almeno una vota nella vita? Nessuno. Se non vuoi, non farlo, non sei una persona noiosa, i tuoi amici ti ameranno comunque, e ti sfrutteranno per guidare…

4. Avere pochi amici

Scommetto che conosci almeno una persona che ha un circolo infinito di amici, e almeno una volta avrai pensato: “Che bello, piacerebbe anche a me essere una persona così interessante da avere tutti quegli amici”. Beh, disclaimer: non hai pochi amici perchè non sei interessante, semplicemente preferisci risparmiare le tue energie sociali, ed impegnarti seriamente con poche persone. Ciò che ti rende davvero interessante è il modo con cui interagisci con le altre persone, come parli, di cosa parli, il tuo modo di fare, la tua gentilezza, l’empatia che riesci a dimostrare, senza necessariamente entrare in una confidenza tale da farti tutte le persone come amiche. Da un lato non è meglio avere poche relazioni ma sane e profonde?

5. Non viaggiare spesso

E credo che qui solleverò un grosso polverone…

DISCLAIMER: Non sto dicendo che viaggiare sia inutile, viaggiare è comunque un’esperienza in grado di aprire la mente e arricchire le persone.

Quello che voglio dire io è un’altra cosa. Solo perché non riesci a fare dieci viaggi all’anno in località esotiche ed intercontinentali, perché ti mancano i soldi, perché i tuoi genitori non te lo pagano, perché il lavoro non ti permette di avere tanti giorni liberi, perché sei in un momento difficile della tua vita, perché devi studiare o per qualsiasi altro motivo, non significa che sei una persona povera di spirito e chiusa di mente.

Il punto forse, quello che ormai abbiamo dimenticato da un pezzo, è che non conta se fai dieci viaggi stra-fighi e instagrammabili, oppure fai una breve escursione nella città vicina. Conta ciò che ti porti a casa, ciò che quell’esperienza ti ha insegnato. Conta il modo in cui hai vissuto quella vacanza: se hai tenuto gli occhi e la mente bene aperti, esplorando ogni cosa e cogliendo ogni emozione di quel luogo. Quello ti rende una persona interessante.

6. Non avere un genere di musica/libri, o uno stile preferito

Molte persone sono maniache del catalogarsi, definirsi in una determinata categoria di persone, in un determinato stile di vestire, o un determinato genere. Se tu non sei uno di questi individui, non preoccuparti, sei interessante lo stesso, anzi, tieni la mente aperta ad ogni cosa diversa, ti piace leggere diversi generi narrativi, ascolti tutta la musica senza pregiudizi e non ti fai influenzare. Hai sicuramente molto più da offrire, molti più spunti di conversazione tu, rispetto a chiunque altro.

7. Non aver fatto l’università

Se non hai fatto l’università, ma hai deciso di occupare il tuo tempo investendolo in altre cose (ad esempio nello sport, in un corso non universitario, in un’esperienza all’estero, lavorando) per raggiungere i tuoi sogni, va bene uguale. Sei una persona molto interessante e molto intelligente lo stesso. Fidati.

8. Non postare mai sui social/non avere profili social

Avere una pagina instagram con un feed ben curato o postare in continuazione storie di ciò che stai facendo, non ti rende più interessante di chi non ha i social. La tua vita è interessante comunque anche se non lo pubblichi, perchè ciò che conta sono le persone che ti conoscono da vicino. Anzi, chiunque vorrà stalkerarti, ex compagni di scuola, università, colleghi di lavoro, rimarrà deluso e infastidito dal tuo silenzio. Sarai per sempre un mistero.


Non voglio tediarvi ulteriormente, vi faccio solo una domanda: secondo voi ci sono altre cose che potrebbero essere aggiunte alla lista delle cose che non ti rendono meno interessante? Fatemelo sapere nei commenti.

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Io sono Lizzy, mamma di una bimba, infermiera a tempo pieno, e parent coach certificata (ai sensi della legge del 14 gennaio 2013, n. 4). Diventare mamma mi ha profondamente cambiata e consapevolizzata su vari aspetti, per cui ho iniziato ad appassionarmi al mondo della genitorialità, soprattutto al gentle parenting.

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