8 Modi in cui la maternità ti cambia

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6–9 minuti

Diciamocelo, la maternità ti cambia inevitabilmente, e a volte c’è chi vuole contrastare questo cambiamento, o ha paura di non tornare più la stessa persona di prima. Spoiler: la verità è che non sarai più la stessa persona di prima.

Prima che però mi tiriate addosso i pomodori lasciate che mi spieghi meglio: NON è un cambiamento negativo, anzi! Da quando sono mamma io mi sento la versione 2.0 di me stessa. Al di là delle questioni pratiche e fisiche (il corpo che cambia, il tempo che si riduce drasticamente ecc..), ci sono quegli aspetti psicologici di cui nessuno parla mai, che mi piacerebbe approfondire in questo articolo.

Quindi ecco gli 8 modi in cui la maternità ti cambia, ovviamente in positivo!

1. Sviluppi un occhio per il “baby friendly”

Prima di essere mamma semplicemente certe cose non le notavo, detto sinceramente, non me ne fregava niente. Da quando sono mamma, prima di fare ogni cosa faccio delle ricerche: se dobbiamo andare in un ristorante mi assicuro che sia un ambiente adatto per i bambini, che ci sia un bagno decente per il cambio pannolino ecc. Devo dire la verità: ad oggi ho riscontrato raramente posti poco attrezzati in quel senso. Tutti hanno dei seggiolini, dei fasciatoi, o un luogo per cambiare i bambini se chiedi loro.

Faccio la stessa cosa quando devo fare un viaggio lungo, o una uscita domenicale: mi assicuro che ci siano attività adatte ai bambini, posti in cui posso portare il passeggino, che il tragitto preveda pause se dura diverse ore ecc. Per esempio nella nostra ultima vacanza in Croazia la prima cosa che ho cercato è se a Zagabria ci fossero parchi, attività per bambini, musei adatti ai bambini (e con mia sorpresa ce n’erano un paio carini).

Non solo, questa cosa la faccio anche se devo uscire con altre mamme, e insieme condividiamo informazioni su posti carini, luoghi adatti ai bambini ecc.

Una sensibilità in più che diventa un’abilità da detective. Ma soprattutto, non mi faccio intimidire da posti meno accessibili a chi ha figli: anzi, ho scoperto che con organizzazione e forza di volontà, e, diciamocelo, anche una certa collaborazione da parte dei bimbi (per esempio mia figlia per fortuna è molto tranquilla, curiosa, si adatta facilmente e tollera viaggi lunghi senza problemi), si può andare più o meno ovunque con serenità, anche a fare escursioni.

2. Capisci finalmente le altre mamme

Quando diventi mamma entri in un nuovo mondo. C’è chi lo descrive come se fosse un altro pianeta, a me piace vederlo come un nuovo livello di comprensione, che in qualche modo sta al di sopra dell’essere una ragazza senza figli. Capisci il punto di vista delle persone senza figli perché a tua volta lo eri, ma capisci le mamme e in qualche modo se ci sono altre mamme nel gruppo è come se diventaste una squadra, e lo trovo meraviglioso.

Disclaimer: non sto assolutamente dicendo che le persone senza figli siano meno sensibili nei confronti delle mamme, semplicemente alcune cose le capisci davvero solo quando ci sei dentro, ma ho amici che sono davvero molto sensibili e premurosi nei miei confronti, e nei confronti di mia figlia, quindi mi ritengo fortunata, perché questo distacco, questo essere su pianeti diversi non ha avuto un grosso peso su di noi.

3. Inizi ad amare la quiete

Questo lo vedo come un altro nuovo superpotere: imparare ad apprezzare la quiete, la calma, i pomeriggi lenti, senza programmi, senza dover per forza riempire l’agenda. La FOMO (Fear of missing out, paura di perdersi qualcosa se si rinuncia a deterinate uscite/esperienze) non è più prorompente come prima. Non hai più paura che se non esci allora ti perdi la festa del secolo. Impari ad amare cose più semplici, essenziali, e il tempo di qualità con la tua famiglia, soprattutto quello passato con calma, a fare cose semplici di routine quotidiana, diventa più prezioso. Sinceramente lo vedo come il prendere consapevolezza degli attimi semplici che compongono la tua vita.

4. Inizi a prenderti cura del tuo corpo, per il futuro

Questa è una cosa che è capitata a me personalmente, non saprei dire se vale per tutte le mamme. Dopo essere diventata mamma ho imparato a prendermi cura del mio corpo per davvero. Ho capito quanto fosse importante avere un corpo forte e in salute, non solo per estetica, ma per il presente e per il futuro: per potermi prendere cura di mia figlia sentendomi al 100%, e per poter arrivare a 70 anni ancora in forze e in salute, per poter correre anche insieme ai miei nipoti (se il avrò). Ho pensato che non voglio essere una vecchia brontolona, voglio essere attiva, in forze, fare tante cose anche da vecchia e quindi ho iniziato a vedere gli allenamenti non come un modo per dimagrire, ma come un modo per mantenermi in forze, l’alimentazione come un modo per stare bene e avere energia ecc.

5. Vedi le persone per quello che sono

Uno dei vantaggi/svantaggi della maggior consapevolezza e sensibilità che si acquisiscono quando si diventa genitori, consiste nell’essere più attenti a capire quali sono le persone davvero valide e importanti nella vita. Vedi le persone con un occhio diverso, è come se rivelassero il loro vero essere, persino il tuo partner lo vedi in modo diverso. Capisci, dal modo in cui vogliono continuare ad essere partecipi nella tua vita e in quella dei tuoi figli, quello che sono davvero, e se alla fine varrà la pena continuare a tenerle nella propria vita. Capisci quali sono le persone che vuoi che tuo figlio abbia come esempio, tagli via le relazioni che sono arrivate a un vicolo cieco. Anzi, in realtà la selezione è molto più naturale.

Io la vedo più come un vantaggio, meglio pochi ma buoni, soprattutto ora che tempo ed energie sono misurati!

6. Inizi ad ammirare di più i papà

Questo in realtà è un aspetto buffo sul quale scherzo molto spesso con mio marito. Da quando sono una mamma e lui è un papà, per me lui ha acquisito un fascino maggiore ai miei occhi, come se lo amassi in un modo nuovo. E’ buffo perché anche nella vita di tutti i giorni, per me, i papà, come uomini, hanno acquisito un fascino maggiore rispetto ai non papà.

7. Il rapporto con il lavoro cambia

Questo è uno degli aspetti più significativi del cambiamento. Forse non a tutte capita la stessa cosa, ma da quando sono mamma il mio rapporto con il lavoro è cambiato. Se prima era la mia massima aspirazione e tutto ruotava intorno ad esso (la mia intera vita scolastica ed universitaria ruotava attorno al fine ultimo di costruirmi una carriera, ogni scelta di vita era influenzata dal lavoro), oggi posso dire che prima viene mia figlia, poi se c’è spazio il lavoro viene dopo. Questo non significa aver smesso di lavorare, perché non possiamo permettercelo, abbiamo bisogno di più di uno stipendio per poter vivere in tre, ma la priorità nelle decisioni ce l’ha sempre mia figlia. Per esempio: se anni fa avrei accettato un lavoro più lontano e impegnativo a livello di energie e tempo, pur di fare un salto di carriera, oggi mi accontenterei di un lavoro con meno prospettive ma che mi permette di avere più tempo e risorse da dedicare alla mia famiglia. Anzi, da quando sono mamma, ho iniziato a lavorare al mio progetto di costruirmi un lavoro più flessibile per poter stare di più con la mia famiglia.

A volte capita anche che alcune mamme sviluppino il senso di colpa. Da un lato c’è il non tornare a lavorare per stare a casa a prendersi cura dei bimbi, ed il sentirsi in colpa per non essere più produttivi sul mercato del lavoro, dall’altro c’è il tornare a lavorare, ma sentirsi in colpa per dover lasciare i propri figli in cura ad altre persone.

Ovviamente nessuna delle due strade è sbagliata, ognuno sceglie in base a ciò che funziona meglio per la propria situazione, in entrambi i casi anzi, può succedere di non avere scelta!

8. Emotività ed empatia

Infine un ultimo superpotere che ho sviluppato dopo l’essere diventata mamma è quello di essere più emotiva (e quindi ritrovarmi a piangere per notizie spiacevoli, o addirittura certi film), ma anche più empatica. Quest’ultima cosa l’ho notata al lavoro: faccio più attenzione ai bisogni dei pazienti e mi ritrovo a dispiacermi per situazioni o persone che prima non avrei considerato più di tanto. Questo è un vero superpotere!


Queste erano otto cose che sono cambiate nella mia vita dopo la maternità. Spero possano essere stati spunti per farvi riflettere ed ispirare. Come al solito ci vediamo al prossimo articolo ❤

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About me

Io sono Lizzy, mamma di una bimba, infermiera a tempo pieno, e parent coach certificata (ai sensi della legge del 14 gennaio 2013, n. 4). Diventare mamma mi ha profondamente cambiata e consapevolizzata su vari aspetti, per cui ho iniziato ad appassionarmi al mondo della genitorialità, soprattutto al gentle parenting.

Ho deciso di creare questo blog per condividere la mia piccola esperienza e aiutare altri genitori a vivere la loro genitorialità in maniera più serena e consapevole.

Infine ho deciso di diventare parent coach per aiutare le mamme e i papà a diventare finalmente il genitore che vogliono essere.

6 Cose che avrei voluto sapere prima di diventare mamma

5–8 minuti

Ben ritrovati sul mio blog!

Sono passati così tanti mesi dal mio ultimo articolo. Sinceramente ho avuto molto da fare, e mi sono presa tempo per riflettere, su di me, sul futuro di questo blog ecc. Oggi finalmente ho deciso di condividere con voi alcune riflessioni sul mio essere diventata mamma.

Vi racconto una cosa buffa: quando ero incinta il mio sogno notturno più ricorrente era quello in cui mi dimenticavo di dare da mangiare a mia figlia. Se avessi saputo quanto piangevano, soprattutto per la fame, avrei smesso di farmi le paranoie per una cosa così assurda. Purtroppo però è così: finché non sei sulla barca non puoi saper cosa ti aspetta.

Ecco 6 cose che avrei voluto sapere prima di diventare mamma. Prima di iniziare però, ho una premessa importante. Le mie non sono 6 cose che avrei voluto sapere prima, altrimenti non avrei fatto un figlio, ma sono cose che mi sarebbe piaciuto sapere prima, cosí magari sarei arrivata più preparata e meno angosciata, e magari avrei fatto un lavoro migliore, chissà.

1. Allattare al seno non è così facile come sembra.

Mentre ero in dolce attesa della mia prima bimba ero convinta: avrei allattato mia figlia al seno, finchè ne avesse avuto bisogno. Ero sicurissima che non avrei avuto problemi: ero sana come un pesce, giovane e determinata, avrei sicuramente avuto abbastanza latte. Poi che cosa poteva esserci di tanto difficile? Le mamme che vedevo sporadicamente in giro lo facevano sembrare così semplice: il bimbo ha fame? Lo attacchi al seno ogni due ore, mangia finchè ha fame e poi si addormenta. Semplice e veloce, no?

Avevo anche partecipato ai corsi preparto, in cui ci avevano spiegato le varie difficoltà e complicanze legate all’allattamento, però, chissà come mai, mi entravano da un orecchio e mi uscivano dall’altro.

Poi la dura verità: Arianna nacque, ma all’inizio non riusciva ad attaccarsi bene al seno, si staccava continuamente, si arrabbiava, iniziava a piangere fortissimo perchè aveva fame, e dopo qualche giorno iniziarono a farmi malissimo i capezzoli, ogni poppata era un dolore lancinante. Mangiava per un po’ e poi si addormentava, ma appena la mettevo giù si svegliava e si metteva a piangere, dovevo allattarla continuamente, altro che ogni due ore!

Ad un certo punto una notte non ce l’ho più fatta. Ero presa dal dolore e dalla disperazione, nella mia testa continuava a rimbombare una frase che mi avevano detto, un classico: “non hai abbastanza latte”. Così le diedi il latte in polvere. E da lì in poi fu sempre più difficile attaccare Arianna al seno, il mio latte iniziò a diminuire sempre di più, fino a scomparire. Fine del mio allattamento al seno. Arianna aveva un mese.

La verità è che il mio latte era abbastanza, che se avessi resistito, avessi ascoltato di più i consigli delle esperte ostetriche e meno quelli di chi non ne sapeva nulla (perchè anche se una è mamma, non è scontato che ne sappia di più), e mi fossi fatta aiutare da una qualche figura professionale preparata, forse avrei allattato mia figlia di più. Poi lei è cresciuta lo stesso, ma questo rimarrà sempre un mio “avrei potuto”.

2. Dopo il parto ci si sente molto tristi

Prima del parto, quando mi parlavano di depressione post-parto, io pensavo: “Figuriamoci! io non sono il tipo”. Quando Arianna è nata però, passavo le giornate a piangere, senza motivo, mi sentivo triste, come se non potessi mai più essere felice, sola, anche se ero circondata da persone che mi volevano bene. Avevo il morale a terra e non potevo controllarlo. Non bastava una chiacchierata, una passeggiata fuori, o un pezzo di cioccolato.

ATTENZIONE: quella non è depressione post-parto, tranquille, si chiama “Baby blues”, ed è una condizione più che normale, dovuta ai cambiamenti ormonali tipici del post-parto. La depressione post-parto purtroppo è una condizione molto più subdola che può insorgere anche un mese dopo il parto e che non si risolve spontaneamente. Per saperne di più vi rimando a questo link, molto utile.

Per fortuna non ho sofferto di depressione, ma il baby blues è stata una triste sorpresa dopo il parto. Se avessi saputo prima della sua esistenza probabilmente avrei preso tutti quei pianti più con filosofia.

La morale di tutto ciò è: siate consapevoli che sia il baby blues, sia la depressione esistono e possono colpire anche le mamme più forti e determinate come voi, fatevi aiutare, fatevi supportare, chiedete sempre aiuto, ma soprattutto, godetevi quei pianti giustificati!

3. I traumi e i problemi psicologici che avevamo prima ce li portiamo dietro

Potremmo scrivere un articolo solo su questo argomento, ma cercherò di essere breve. Diventare mamma è un momento che, oltre ad un’immensa gioia, inevitabilmente porta con sé tanti cambiamenti più o meno belli e può essere destabilizzante. Ovviamente, per superarlo al meglio, bisogna avere già una buona base psicologica, non si può pensare di riuscire ad affrontare la maternità se non si sta bene a livello emotivo.

Prima ancora di pensare di avere la mia bimba, avevo fatto un breve percorso psicologico, per conoscere me stessa e risolvere i problemi che mi affliggevano. Pensavo di stare benissimo e di avere tutto sotto controllo. Poi, dopo il parto, mi sono ritrovata ad avere a che fare con emozioni che non avrei mai pensato di provare. Per cui ho ripreso in mano questo percorso psicologico, e ora posso dire che sto molto meglio: sono molto più consapevole e sono riuscita a capire il perchè di molte cose. Ovviamente il percorso è ancora lungo.

Se lo avessi saputo prima avrei investito maggiormente sul mio percorso psicologico, prima di diventare mamma.

4. Crescono cosi in fretta che non si fa in tempo a godersi i momenti

Le prime notti insonni con la bimba le passavo pensando: “Quando è che finirà il periodo delle coliche?”. Poi è iniziato il periodo dei denti, ed ecco altre notti insonni. Sempre i primi mesi pensavo: “Non vedo l’ora che inizi a camminare, così non la devo più portare in braccio”. Passavo i mesi a pensare che non vedevo l’ora che crescesse, per poter essere più tranquilla.

Poi una tua amica fa un bimbo, ed è così piccolo! Guardi la tua bimba e te la ritrovi cresciuta. Quando è passato tutto questo tempo, dov’è finita quella neonata raggomitolata sul tuo petto? Probabilmente, se lo avessi saputo prima, mi sarei lamentata di meno di ogni periodo difficile, e avrei cercato di godermi di più quei momenti, che volano via in un attimo.

5. Ogni brutto periodo passa

Mi ricollego al punto precedente per dirvi che per fortuna le coliche finiscono, i denti crescono, i bimbi vorranno stare di meno in braccio, ad un certo punto riuscirete a dormire di notte, ogni periodo impegnativo della crescita del vostro bimbo passa… per poi venir rimpiazzato da un periodo peggiore! No, forse questo non avrei voluto saperlo prima! 😂

6. Ogni mamma vive un’esperienza diversa

Infine, ecco cosa mi sarebbe piaciuto sapere prima di diventare mamma. Che non tutte le mamme vivono le stesse esperienze. Per esempio c’è chi ha avuto esperienze terribili con il parto, c’è chi invece lo rifarebbe, c’è chi ha dormito di più, chi di meno, chi ha dovuto affrontare determinate sfide, chi altre. Per questo mi sento di dirvi: non scoraggiatevi, ascoltate le esperienze delle altre mamme, ma ricordatevi che la vostra esperienza sarà unica!

Concludo augurandovi il meglio per il futuro, godetevi i vostri bimbi e soprattutto prendetevi cura di voi stesse, care mamme. Noi ci vediamo al prossimo articolo.

Lizzy

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About me

Io sono Lizzy, mamma di una bimba, infermiera a tempo pieno, e parent coach certificata (ai sensi della legge del 14 gennaio 2013, n. 4). Diventare mamma mi ha profondamente cambiata e consapevolizzata su vari aspetti, per cui ho iniziato ad appassionarmi al mondo della genitorialità, soprattutto al gentle parenting.

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Infine ho deciso di diventare parent coach per aiutare le mamme e i papà a diventare finalmente il genitore che vogliono essere.