“Il coaching ti può aiutare proprio a capire da dove puoi partire per ritrovarti”
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Prima ancora di essere una parent coach, ovvero una figura di supporto per altri genitori nel loro percorso unico, ero una semplice neomamma, confusa, spaventata, piena di emozioni contrastanti, spesso spiacevoli. Volevo essere un’ottima mamma, una di quelle mamme ferme, autorevoli, calme, che si facevano rispettare, amorevoli ma non permissive. Detestavo l’idea di ricorrere alle urla e non credevo al clichè “ogni tanto ci vuole una sberla”. Il problema è che spesso mi capitava di fare tutto l’incontrario di ciò che volevo: spesso urlavo con mia figlia, non riuscivo a controllare la grande mole di emozioni che l’essere madre comportava, tra cui la rabbia, il senso di colpa, la paura di sbagliare.
Avevo due grandi paure: da un lato creare una bambina viziata e incontrollata, dall’altro creare una bambina segnata dai traumi. E poi… ero estremamente confusa dai milioni di consigli delle persone sui social o nella vita reale: “Non prenderlo in braccio, lasciagli autonomia ma non troppa, poni limiti ma devono essere efficaci…”
Non avevo idea di quali fossero le strategie migliori per crescere un figlio, non sapevo nemmeno quale fosse il mio vero obiettivo finale.
Passavo ore a fare ricerche su internet o ChatGPT come fare in determinate situazioni, per ogni singola cosa e stava diventando insostenibile e stressante: non sapevo se fidarmi del mio istinto, dovevo avere l’approvazione di qualche esperto. Finchè non ho detto BASTA. Ed è così che mi sono affidata ad un percorso di coaching.
Grazie a quel percorso ho capito qual’era il mio obiettivo di mamma, ho capito qual’era il metodo educativo più giusto per me, per il modo in cui ero fatta, ho capito quali erano le strategie migliori per farmi ascoltare, porre limiti efficaci, insegnare le cose giuste e quelle sbagliate. Ho capito come gestire le mie emozioni, anche le più spiacevoli: ho ricevuto quegli strumenti utili per imparare a capirle e affrontarle in maniera adeguata.
Ecco quindi i 5 segnali che possono suggerirti che sei in difficoltà e che un percorso di coaching può aiutarti.
1. Ti senti perso
La prima sensazione che la maggior parte dei genitori in difficoltà sperimentano è proprio questa sensazione di smarrimento, di aver perso la bussola, o la mappa per ritrovare la strada. Non sanno da dove iniziare per migliorare da un lato la loro relazione con i figli, dall’altro il modo in cui vivono la genitorialità, che sicuramente, a volte può rivelarsi frustrante, ma dovrebbe essere un’esperienza di vita appagante e soddisfacente.
Il coaching ti può aiutare proprio a capire da dove puoi partire per ritrovarti.
2. Ti senti spesso frustrato/a quando devi affrontare le sfide legate a tuo figlio
Ogni singola difficoltà con tuo figlio, che siano i capricci, i brutti voti a scuola, la mancanza di comunicazione, ti sembrano ostacoli insormontabili. Perché? Perché ormai ti senti sopraffatto. Non conosci le giuste strategie per affrontare questi problemi, e questo carico mentale non ti permette di pensare lucidamente ad una possibile strategia. Il coaching non solo ti dà alcune “dritte” basate sulle più recenti evidenze pedagogiche, sulla comunicazione, sulle strategie educative migliori ecc. Ti aiuta a costruire anche le giuste competenze per affrontare i problemi.
3. Senti che il tuo metodo genitoriale non sia efficace
Quante volte hai rimproverato tuo figlio, lo hai messo in punizione, hai provato a spiegargli il comportamento giusto? Eppure sembra non funzionare vero? Intraprendere un percorso può aiutarti non solo a cambiare la tua concezione di “efficacia” (perché genitorialità efficace vuol dire tante cose), ma ti può aiutare anche a trovare le strategie più efficaci per ottenere la collaborazione di tuo figlio.
4. Senti di non saper controllare le tue emozioni
Un’altra difficoltà molto gettonata fra i genitori è non riuscire a regolare le proprie emozioni nell’approccio con i figli, soprattutto la temutissima rabbia. Grazie però ad un lavoro mirato si può imparare NON a reprimere questa emozione, ma a gestirla. Il coach può aiutarti a capirla, accettarla ed infine a canalizzarla, in modo tale da non impattare negativamente la tua relazione con i figli.
5. Senti che sia arrivato il momento di cambiare
Se hai provato una o più di queste difficoltà sicuramente ti sarai detto/a: “qui è ora di cambiare”. Quale motivazione migliore per intraprendere un percorso se non quella di sentirsi pronti per accogliere questo cambiamento? Lo dico sempre a tutti i genitori: il percorso è impegnativo, vuol dire mettere in discussione convinzioni, credenze, abitudini, investire energia mentale, ma soprattutto essere sinceri con sé stessi. Chi intraprende un percorso del genere deve essere davvero motivato, prendere l’impegno sul serio e avere costanza.
Detto questo, ecco come fare se vuoi intraprendere questo percorso di crescita sotto la mia guida. Non devi far altro che compilare il questionario conoscitivo qui sotto per essere contattato:
Intanto vi saluto e ci vediamo al prossimo articolo 😊
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About me
Io sono Lizzy, mamma di una bimba, infermiera a tempo pieno, e parent coach certificata (ai sensi della legge del 14 gennaio 2013, n. 4). Diventare mamma mi ha profondamente cambiata e consapevolizzata su vari aspetti, per cui ho iniziato ad appassionarmi al mondo della genitorialità, soprattutto al gentle parenting.
Ho deciso di creare questo blog per condividere la mia piccola esperienza e aiutare altri genitori a vivere la loro genitorialità in maniera più serena e consapevole.
Infine ho deciso di diventare parent coach per aiutare le mamme e i papà a diventare finalmente il genitore che vogliono essere.
